venerdì 6 aprile 2018

ce la faccio, ce la faccio

Terzo (terzo) giorno di dieta.

Alle tre ho pensato di mangiare un pacchetto di cracker. Alle 4 ho pensato di mangiare un pacchetto di patatine. Alle 5 ho pensato di mangiare un gelato. Alle cinque e qualcosa ho mangiato un'arancia. Sono le sei e qualcosa, guardo la gatta.  Sto pensando di mangiare la gatta, pelliccia e tutto. 

Ho mal di testa da fame, nervoso da fame, noia da fame, depressione da fame, affaticamento da fame, sguardo da fame, camminata per casa da fame, posizione sul divano da fame, giro dei canali tv da fame, scrittura di questo post da fame, sistemazione dei capelli in testa da fame, grattata sulla guancia da fame, posizione in piedi in un angolo della casa guardando il muro da fame, sospiro da fame.

Ho appena ruttato l'arancia.




venerdì 16 febbraio 2018

oggi

Un gatto rosso attraversa, silenzioso, una strada deserta, poi s'infila giù per la ringhiera. Non c'è nessuno, in giro. Son poi le dieci di mattina, ma dove son tutti? dormono ancora? Chiusi in casa, stanno. Fa un freddo. E noi si va al lavoro, uno dietro l'altro, in macchina, per la strada grande. Qua e là, zitti, respirano gli alberi in mezzo ai campi, ci son tre oche in un giardino, passa un fagiano in volo. E' tutto qui, mi sembra, quel che vedo di vivente. Che noi, a guardarci bene, dentro le macchine che van per la strada grande, non sembriamo poi mica tanto vivi.Vè mo là, però, ci son le prime gemme sui rami nudi stecchiti,  e il sole è più alto di ieri, a sinistra, sul bordo del campo.




mercoledì 14 febbraio 2018

margini di miglioramento

Prima, mentre mi facevo il bagno, caldo, con la schiuma, con il livello dell'acqua da annego, mi sono venuti in mente due ricordi. Il primo narra di quando facevamo il bagno io e mia sorella. Finché riuscivamo a stare entrambe dentro la vasca, tutto è andato abbastanza bene. Poi siamo cresciute e abbiamo dovuto fare i turni per chi lo faceva prima, ovviamente nella stessa acqua. E quando toccava a me, il secondo turno, ero tristissima, acqua fredda e sporca e poca.
Un giorno l'ho minacciata di non fare la pipì dentro e lei mi ha guardata con la faccia che diceva Che bella idea! e poi la faccia è cambiata in La sto facendo adesso.

E l'altro ricordo è questo: verso i vent'anni, una mattina, entro in camera mia e trovo un ragno nero grosso e peloso sul mio cuscino. Presa dallo schifo e dallo sconforto (terrore no, non mi fanno paura), inizio a pensare a come sbarazzarmene senza ucciderlo e quindi penso penso penso penso, ragiono ragiono ragiono, faccio dei calcoli, pure, e intanto non perdo di vista la bestia, e penso ragiono soppeso penso. Ad un certo punto, sempre guardando il ragno, urlo a mia madre di portarmi un pezzo di cartone e un bicchiere: l'idea è semplice, con il bicchiere copro il ragno, poi passo il foglio sotto, prendo tutto e porto il ragno di fuori.

Mia mamma arriva con bicchiere e cartoncino, si ferma, mi guarda, guarda il ragno, mi riguarda, dice "pori i me schei", prende il cuscino e lo sbatte di fuori. Ualà. Cinque secondi tutto compreso.

Adesso, con in mente questi ricordi edificanti della mia gioventù, bevo.

lunedì 12 febbraio 2018

quando tutto va come deve andare e senti che la tua mente è fresca, limpida, leggera

Che sarebbe quando, dopo un anno di trasloco, cerchi una cosa, che anche ci tenevi, a quella cosa lì, e pensi: "non la troverò mai più, è impossibile, chissà dove l'ho messa, meglio se la catalogo sotto cose perse nel trasloco, non dovrei nemmeno sforzarmi a cercarla che ci rimango solo male", e invece dopo la trovi al primo colpo.


venerdì 9 febbraio 2018

incredibile

Continua a telefonare gente che mi vuole regalare qualcosa. Al prossimo che chiama detto direttamente i codici per un bonifico.

martedì 6 febbraio 2018

due motivi

Io non ho problemi a dormire, semmai il contrario, ho problemi a stare sveglia, però ci sono due motivi che non mi fanno dormire la notte e uno è l'ingiustizia, o meglio quello che non capisco, che mi fa fare dei rimuginii e mi fa venire dei nervosi alle quattro di mattina, che sto lì a guardare il soffitto, poi mi alzo, mi faccio una tisana, guardo il soffitto della cucina, bevo la tisana, porto dentro la sedia a dondolo che ho dimenticato in terrazza, metti che piove, tiro su un po' di polvere, mi viene in mente che avevo appuntamento alle sei e mezza dal tappezziere per ritirare la poltrona della nonna, che mi ha chiesto 360 euro per metterla a posto, mi compro una frau con quei soldi, devo andare a riprendermela sfasciata, mi son dimenticata, porcoboiba, che nervoso, ci vado domani

 e l'altro motivo, le lenzuola messe male.

Stanotte, tutt'e due.

lunedì 5 febbraio 2018

lascia pur fare

Ieri pensavo alle mie routine e al fatto che ogni giorno faccio le stesse cose, mi alzo, vado in bagno, preparo la moka, poi torno in bagno, poi torno in cucina, faccio colazione, poi vado a scuola, poi torno da scuola, faccio da mangiare, lavo stiro radano, ragazzi marito e tutto il resto,  sempre uguale, qualche variante. 
Che palle.

Poi sono andata avanti nel ragionamento e ho pensato che la terra gira su se stessa, e gira attorno al sole, e il sole brucia, tutti i giorni, la mia vita durerà, toh, quanto? più o meno cento anni, cosa sono cento anni, la terra quant' è che fa la stessa cosa? e non si annoia mai. Pensa se smette. Lascia fare. E io mi annoio.  Che spocchia.

Poi l'ho detto alla Mari e lei si  messa a ridere, quando gliel'ho detto, e poi ha detto: forse la noia è degli esseri viventi, allora abbiamo pensato a cosa distingue l'essere non vivente dal vivente, al passaggio da uno all'altro, dalla materia alla vita, per dire, e i nostri cervelli, a pensare a quel passaggio lì, si è visto proprio, hanno fatto SPAAH, anche i nostri occhi hanno fatto SPAAH, anche i nostri capelli. Siamo state un po' in silenzio, dentro lo SPAAH. 
Poi abbiamo pensato che forse è il pensiero che produce la noia, che il pensiero è elettricità, ci pensi, che il pensiero è elettricità? Lascia fare.
SPAAH.

Poi abbiamo pensato che forse è la noia ad essere la creatrice di varianti, come l'errore nella trasmissione del codice genetico, e che dall'errore (eccetera eccetera, siamo andate avanti un casino, troppo lungo).

Tipo che la noia è un errore del pensiero e questo errore però è creatore. Lascia fare.

Intanto preparavamo la cena per i ragazzi, noi avevamo la tisana, perché noi facciamo la dieta, niente cena, noi, certo, prima ci siamo scofanate questo mondo e quell'altro con l'aperitivo, lascia fare, e mentre parlavamo i ragazzi mangiavano, e mentre parlavamo i ragazzi bevevano, e mente parlavamo i ragazzi se ne andavano, e mentre parlavamo non ce ne siamo neanche accorte, che se ne erano andati, e parla parla parla parla parla parla parla parla, a un certo punto è tornato Lele, dal lavoro, di domenica, sì, che non sono mica gli anni ottanta, lascia fare, è entrato, io ho detto: Mari, dovremmo avere un canale radio, io e te, che secondo me ci seguirebbero, e Lele ha detto: sì, facciamolo, che svoltiamo, io vi ascolterei.

Poi abbiamo finito la tisana, buona notte e tanti saluti.


mercoledì 31 gennaio 2018

ma andiamo

Le diete. Che puoi mettere solo *un cucchiaino* di olio nell'insalata, e poi l'insulto, che se metti l'olio nel cucchiaino e poi lo versi nell'insalata, ma cosa va giù nell'insalata? Cosa? Che l'olio resta tutto nel cucchiaino? 
Fuck cucchiaino.
Ho iniziato a  guardare Dexter, per cui adesso il mio dialogo interiore è tutto un fuck qua fuck là.
Volevo condividere.

sabato 27 gennaio 2018

quando incontri un gentiluomo ed è subito gioia

Ieri, a casa dei miei, ho incontrato un signore che non vedevo da, credo, almeno dieci anni.
Nell'ordine, i seguenti complimenti:

Tu sei la sorella più grande di età ma più bassa, vero? e più grassoccia?
E hai... 50 anni?

Ho annuito a tutto.

mercoledì 24 gennaio 2018

di ritratti e di bambini

Non mi sono mai fatta fare un ritratto. Mi piacerebbe molto posare per un pittore ma non ho avuto mai occasione e, si sa, son cose che devono succedere un po' così, per caso, non so. Come si fa a farsi ritrarre da un pittore? Io non lo so, lo desidero ma non lo so, come si può fare. Vai da un pittore e glielo chiedi? e dove lo trovi un pittore? non lo so, come si fa.
Ho sempre pensato che posare per un pittore mi metterebbe in una posizione di attesa, di curiosità (chissà come mi vede, chissà cosa verrà fuori), di emozione, di tensione, di sottomissione, anche, perché lui è il pittore e io sono niente, in quel momento, in una relazione per niente simmetrica. Il potere è tutto il suo. Questo ho sempre pensato.

Poi, oggi, ho chiesto ai bambini di ritrarsi vicendevolmente.
Avete mai assistito all'esecuzione di un ritratto fatto da bambini di 4 e 5 anni?
Io sì. E' un'esperienza interessante, straordinaria.

Il soggetto ritratto spesso non si limita a fare da posa, ma dà indicazioni al disegnatore molto chiare: Per i capelli usa il marrone, per la bocca la voglio con il rossetto, prendi il rosso. Le guance rosa, le ciglia nere. I capelli sono lunghi, guarda, ho la coda con il fiocco. 
A volte ho dovuto frenare il modello dall'intromettersi nel disegno, dal disegnare lui stesso.
A volte chi posa si stufa e se ne va, senza salutare, ma questo capita solo quando il modello è molto piccolo, anche se è stato proprio lui a chiedere di essere ritratto, ma è così che funziona. Comprensibile.
Altre volte, invece, ci sono modelli immobili, perfetti, seri, imbalsamati. Ma è molto raro.

Prendono la cosa seriamente e ridono, ridono, ridono di gusto. Lì attorno si forma spesso il pubblico che osserva, rispettosissimo, il ritratto in atto. E si piacciono, e si vogliono bene, mentre si ritraggono, si vede proprio che vogliono onorarsi attraverso il segno. E non hanno mai paura di sbagliare, e ridono, e si divertono, e si vogliono bene. 

E' stato bellissimo.